(...)Non sono foto ma dipinti le opere di Paola Magini,
            che traggono in inganno per lo sbalorditivo realismo
            reso attraverso il sapiente uso dei colori e l'indagine
            analitica dei minimi particolari mediante l'incisiva
            linea. L'impatto con le opere è disarmante e ci
            sentiamo maggiormente smarriti quando i tanti
            particolari emergono nitidi e veritieri dall'opera: le
            bottiglie dietro al bancone, quelle nella vetrinetta, la
            mano della ragazza attraverso il bicchiere, le sue gote
            arrossate dal caldo del locale sembra che da un
           momento all'altro il silenzio sia rotto dalla musica, le
           voci dei ragazzi e la ragazza, risvegliatasi dalla lunga
           riflessione ci guardi dritta negli occhi.

           Alessandra Melchiorre